
L’inferno, «del quale poco si parla in questo nostro tempo, esiste ed è eterno». Lo ha detto Benedetto XVI ieri mattina durante l’omelia della messa che ha celebrato nella parrocchia romana di Santa Felicita e Figli martiri, al quartiere Fidene. Il Vangelo del giorno racconta l’episodio dell’adultera, salvata dalla lapidazione dalle parole di Gesù, il quale si era rivolto agli accusatori della donna dicendo loro «Chi è senza peccato, scagli per primo la pietra». Dopo la silenziosa fuga della folla di uomini pronti a lapidare la peccatrice, Cristo aveva detto alla donna: «Neanch’io ti condanno; va’ e d’ora in poi non peccare più». Il Papa ha citato in proposito le parole di Sant’Agostino: «Il Signore condanna il peccato, non il peccatore. Infatti, se avesse tollerato il peccato avrebbe detto: “Neppure io ti condanno, va’, vivi come vuoi... per quanto grandi siano i tuoi peccati, io ti libererò da ogni pena e da ogni sofferenza”. Ma non disse così».Benedetto XVI ha quindi spiegato che l’obiettivo di Gesù non è una disputa teorica sulla legge ma la salvezza di un’anima: «Per questo è venuto sulla terra, per questo morirà in croce ed il Padre lo risusciterà il terzo giorno. È venuto Gesù per dirci che ci vuole tutti in Paradiso e che l’inferno, del quale poco si parla in questo nostro tempo, esiste ed è eterno per quanti chiudono il cuore al suo amore. Anche in questo episodio, dunque, comprendiamo che il vero nostro nemico è l’attaccamento al peccato, che può condurci al fallimento della nostra esistenza».
Questo Papa è un Grande. Mi dispiace essere monotono, ma come si fa a non amare una figura del genere? Un vero pastore: quando vede che il suo gregge tende a dimenticarsi di una parte importante di ciò che chiamiamo Cristianesimo, lui non perde tempo a chiedersi: "ma sarà poi giusto, ricordare certe cose?sarà politicamente corretto?". Lui le ricorda e basta, se occorre più e più volte. E' uno dei pochissimi uomini d'Occidente che non rende omaggio al Politically correct, ma alla Verità. E infatti l'inferno esiste, eccome. E pure il diavolo. Su questi argomenti, sono profondamente ignorante. Non posso sapere se l'inferno sia un luogo fisico, o se il demonio abbia davvero l'aspetto che noi immaginiamo (ne dubito, a dire il vero), ma sono sicurissimo della loro esistenza. Io sono convinto che il demonio si palesi in due modi, apparentemente opposti. Il primo modo, è quello più eclatante, la possessione demoniaca. Questo viene usato di solito su persone deboli, gli adolescenti in modo particolare, che nella maggioranza dei casi nutrono un interesse morboso nei suoi confronti. Potrei raccontare alcune storie, vissute da persone a cui va la mia più totale fiducia, ma non lo farò: internet è un pessimo mezzo per divulgare certi fatti. Comunque, chi voglia approfondire le proprie conoscenze riguardo alle possessioni, troverà alcuni libri scritti da esorcisti. In ogni caso, il diavolo usa il metodo della possessione per piegare anime deboli, semplici, direttamente al suo volere. Il secondo grande metodo di cui fa uso Satana, è di gran lunga più insidioso. Consiste nel rendersi invisibile. Il diavolo sa bene che molte persone, anche cristiane, non credono in lui. Il trucco sta nel mantenerli salde in tale certezza. Non vi è mai capitato di incontrare qualcuno, magari ottimamente istruito, magari aperto al dialogo su qualsiasi altro argomento, magari persino fermamente credente, che però si irrigidisce non appena qualcuno nomina il diavolo? Ecco, temo che in molte circostanze simili, la presenza del maligno sia assai probabile. Il diavolo sa benissimo che la sua negazione può essere un primo passo per arrivare alla negazione di Dio. Sa anche che, se un uomo si convince della non esistenza del demonio e dell'inferno, quindi della non-esistenza di una Punizione, gli sarà molto più difficile vedere i Comandamenti come qualcosa di diverso che inutili costrizioni.
Per questo, specialmente con le persone istruite, o ancora meglio che si credono tali, Satana ha ogni interesse a mantenerle nell'ignoranza e nell'assoluta negazione riguardo se stesso. Peccato, per Satana, che a volte certi uomini gli si parino davanti, e proclamino la sua esistenza a questo mondo cinico e incredulo. E tra questi uomini possiamo annoverare il vecchio Papa e quello attuale. Due gatte da pelare, per l'angelo caduto.
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