Il Reazionario

Sono un reazionario, postero mio diletto, perché mi oppongo al progresso e voglio far rivivere le cose del passato. Ma un reazionario molto relativo, perché il vero bieco reazionario è chi, in nome del progresso e dell'uguaglianza sociale, vuol farci retrocedere fino alla selvaggia era delle caverne e poter così dominare una massa di bruti progrediti ma incivili. (Giovannino Guareschi)

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Località: Bologna, Bologna, Italy

Studente all'università di Bologna, 21 anni,dotato di scarsa simpatia per il comunismo...

lunedì, gennaio 14, 2008

Se Prodi parlasse male di Brunilde...

Ecco, immaginate che Prodi, il nostro primo ministro, debba tenere un discorso all'università di Reijkiavik, Islanda. E immaginate che salti fuori un libretto datato alcuni anni fa in cui il nostro premier, improvvisatosi filologo norreno, getti in cattiva luce, soprattutto a livello privato, la mitica Brunilde, che nella Saga dei Nibelunghi è appunto regina di quella splendida isola. Ecco, ora immaginatevi frotte di intellettuali islandesi che gridano allo scandalo, alla mancanza di rispetto, e chiedono formalmente che l'invito a Prodi venga revocato. Immaginatevi una raccolta di firme di tutti i parrucconi dell'isola dei ghiacci, le proteste degli studenti contro il nostro Premier, reo di anti- scandinavismo, di sospetto anti-femminismo e di rubare il lavoro ai filologi indigeni. Ecco, tutto questo non sarebbe molto esilarante?Non avrebbe tutta l'aria di una scusa pietosa,inventata sul momento per celare tutt'altri scopi, e non getterebbe il nobile paese nordico in una luce alquanto ridicola?Tranquilli, l'Islanda non farebbe mai nulla del genere: in compenso, l'Italia in generale e La Sapienza in particolare lo stanno già facendo.

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giovedì, dicembre 13, 2007

L'Italia dei Benigni

Fino a venti anni fa i protagonisti dello spettacolo che restituivano al Paese la sua immagine, che ne rappresentavano la realtà, erano i registi cinematografici. Erano De Sica, Visconti, Fellini, a dirci cos’era l’Italia. A dircelo con il film, cioè con un racconto che era insieme anche un discorso. Oggi invece è l’avanspettacolo, restituito a nuova vita dalla tv, il luogo della rappresentazione italiana.Oggi sono Celentano, Luttazzi, Guzzanti, Benigni—i cosiddetti comici e alcuni cantanti—a tenere la scena. Parlano anch’essi dell’Italia, hanno lo stesso ruolo politico che a suo tempo fu del cinema, ma ne parlano a modo loro, naturalmente: con lo sketch, con il ritornello, una battuta, spesso con qualche insulto. Vale a dire in modi che cancellano ciò che invece c’era sempre nel racconto cinematografico, proprio in quanto tale: la ragione e alla fine una speranza. Oggi, invece, suoni, ghigni e risate sembrano tetramente annunciare che sul futuro italiano sta calando la tela. (Ernesto Galli Della Loggia-Corriere della Sera)

Leggendo queste osservazioni mi è tornata alla mente la cupissima poesia di Edgar Allan Poe, quella che termina con "Un'orrida folla che ride,/Ma non sorride mai più.". Non sono un grande ammiratore di Galli Della Loggia, lo trovo spesso troppo fumoso, intellettuale nel senso peggiore del termine, incapace di fornire soluzioni pratiche. Ma questa volta mi sa che ha visto giusto. In Italia il talento dei narratori va spesso di pari passo con le fortune del paese. E quando milioni di persone si sorbiscono i sermoni di un Celentano o di un Benigni senza fiatare, senza chiedersi "ma come si permette questo pirla di darci lezioni, se volevo sentire la predica andavo dal parroco!?!", allora vuol dire che la nazione si sta progressivamente rimbambendo. Speriamo di invertire al più presto la rotta.

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giovedì, novembre 15, 2007

Cassa(zio)nate/2

Dire "non fai un cacchio" ad un dipendente che non fa un cacchio è reato.Così ha stabilito la Suprema Corte.E io, come al solito, non sono in grado di entrare nel merito della sentenza. Non stupiamoci però poi se i nostri migliori cervelli fuggono all'estero, o se la nostra economia ristagna e gli imprenditori mancano di iniziativa. Quando il massimo organo del potere giudiziario del paese si impegna a promuovere e tutelare la mediocrità e la nullafacenza, cos'altro ci possiamo aspettare?Mi lancio in un paragone: gli atroci suicidi dei "primi della classe" che hanno caratterizzato la cronaca di recente non avranno radici nel malinteso permissivismo e nel livellamento verso il basso che ormai caratterizza l'intera società italiana, a cominciare dalle sue più alte autorità?

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martedì, settembre 25, 2007

Ecco il ciarlatano rosso


Manca poco al 14 ottobre. Quando dopo il plebiscito Walter Veltroni verrà incoronato Re del partito democratico, o qualcosa del genere. Ergo, consiglio a quei reazionari dei miei lettori di acquistare il libro di Libero "Veltroni Walter-Vita,miracoli e canzonette di un perdente di successo". Per scoprire una cosa impressionante: i sinistri ci hanno invidiato per tre lustri Berlusconi. Quando lo chiamavano "venditore di fumo", pensavano segretamente: "magari l'avessimo noi un piazzista di quel calibro!". E dopo tanto cercare, alla fine ne hanno trovato uno.Uno che, pur avendo uno striminzito diplomino tecnico, si finge grande uomo di cultura, va a dirigere l'Unità (e la fa quasi fallire) pubblica profondi e ponderosi romanzi,diventa paladino di quello che secondo lui è il buon cinema.Uno che pur avendo fatto solo danni alla città che amministra, riesce a farsi passare agli occhi di tutti come "Il Sindaco d'Italia".Un ciarlatano insomma,simile a Berlusconi.Simile, ma non uguale. Stessa fattura ma, temo, materia prima più scadente.Chi vivrà vedrà. Intanto godetevi il simpatico libro di Feltri e Brunetta.

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